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KIERKEGAARD

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Søren Aabye Kierkegaard (1813-1855) è stato un filosofo danese, da molti considerato iniziatore dell'esistenzialismo.  Per Kierkegaard l'esistenza si configura come una dimensione profondamente problematica, priva di certezze, attraversata dal dubbio e dall'inquietudine. Drammatica, in particolare, è la scelta tra le possibilità fondamentali dell'esistenza: la vita estetica, la vita etica e la vita religiosa. La vita estetica e la vita etica La vita estetica è propria di colui che vive l'attimo, l'istante eccezionale, cercando di assaporare il piacere della vita. Figure emblematiche di questa condizione sono Johannes, il protagonista del Diario di un seduttore ed emblema del seduttore intellettuale, e Don Giovanni, l'eroe mozartiano simbolo del seduttore sensuale. Noia e insensatezza , però, affiorano in questo tipo di vita, rendendo l'esteta consapevole della propria insufficienza e della propria miseria e gettandolo nella disperazione più nera. L'...

SCHOPENHAUER

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Arthur Schopenhauer (1788-1860) è stato un filosofo tedesco, considerato uno dei maggiori pensatori del XIX secolo. La sua opera principale è " Il mondo come volontà e rappresentazione ". Sul pensiero di Schopenhauer esercitarono una notevole influenza la filosofia platonica (teoria delle idee), il romanticismo, la filosofia orientale e il criticismo kantiano. La volontà di vivere A costituire il punto di partenza del pensiero di Schopenhauer è la distinzione kantiana tra fenomeno e noumeno. Il filosofo è infatti convinto di aver trovato la via di accesso per il noumeno, ovvero la realtà in sè. Solamente il filosofo capace di interrogarsi sull'essenza della vita può, secondo Schopenhauer, superare l'apparenza ed eliminare il velo di Maya (la realtà illusoria che appare ai nostri occhi). Esattamente come Kant, anche Schopenhauer credeva che la nostra mente filtrasse la realtà attraverso le forme a priori (spazio, tempo e causalità). La realtà verrebbe così deformata da...

MARX

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Karl Marx (1818-1883) è stato un filosofo, economista, storico, sociologo, politologo, giornalista e politico tedesco. E' stato, insieme ad Engels, teorico del socialismo scientifico. Le sue opere più conosciute sono " Il manifesto del Partito Comunista " e " Il Capitale ". Analisi della religione Marx apprezza l'analisi filosofica svolta da Feuerbach, che aveva individuato l'origine umana della religione e di Dio. Feuerbach aveva inoltre ricondotto la filosofia ad indagine concreta sull'essere umano. Tuttavia, la posizione feuerbachiana risultava insufficiente per Marx, in quanto incapace di spiegare realmente l'origine dell'alienazione religiosa. La risposta di Marx a questo dilemma è che gli uomini sono portati a trasferire il proprio essere in un principio religioso esterno (Dio), in quanto stanno male nella realtà in cui vivono . In questo modo l'uomo si consola, allontanandosi illusoriamente dalla sua sofferenza e oppressione. La re...

FEUERBACH

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Ludwig Feuerbach (1804-1872) è stato un filosofo tedesco e uno dei più grandi esponenti della sinistra hegeliana. Le sue opere principali sono L'essenza del cristianesimo e L'essenza della religione. Il suo pensiero parte dalla critica alla filosofia di Hegel e dall'analisi della religione . Feuerbach paragona la filosofia di Hegel ad una "teologia mascherata", in quanto tenta di ridurre l'uomo a mero attributo dell'Assoluto (Dio). Secondo Feuerbach invece, la filosofia deve partire dal finito e dall'uomo, per capire realmente cosa sia l'uomo. La filosofia di Feuerbach può essere vista come una sorta di umanismo , in quanto l'uomo diventa l'oggetto della ricerca. Al fine di comprendere l'essere umano, secondo il filosofo è necessario analizzare la religione, in quanto in essa si può trovare l' essenza dell'uomo . In Dio l'uomo proietta le sue aspirazioni, le sue qualità e i suoi desideri, pertanto non è Dio ad aver creato ...

HEGEL

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 HEGEL Georg Wilhelm Friedrich Hegel (1770-1831) è stato un filosofo e poeta tedesco, considerato tra i più influenti esponenti dell'idealismo tedesco. Una delle sue opere più conosciute è " Fenomenologia dello spirito ".  Con spirito Hegel intende l'Assoluto . Tale infinito non è una realtà statica, ma si configura secondo un processo graduale e solamente nell'uomo acquista piena consapevolezza di sé. Nella " Fenomenologia dello spirito " il protagonista è quindi lo spirito , che dopo alcune vicende, giunge alla consapevolezza di essere tutta la realtà . Si riconosce infatti nel tutto (unità di soggetto e oggetto, finito e infinito) e esce dalla sua individualità. Lo spirito è tale sin da subito, ma si riconosce solo alla fine del percorso. Egli passa da livelli bassi di coscienza a livelli altissimi, concretizzati nelle cosiddette " figure " (tappe ideali che hanno caratterizzato la storia dell'uomo e della sua progressiva conquista della...

SCHELLING

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 SCHELLING Friedrich Schelling (1775-1854) è stato un filosofo tedesco, esponente dell' idealismo . L'argomento principale della filosofia di Schelling è la natura . Schelling fu infatti uno dei più importanti esponenti della Naturphilosophie , ovvero la filosofia romantica della natura. Egli la riteneva, similarmente alla visione romantica, come totalità animata e creatrice, strettamente connessa alla vita. La definisce infatti "anima del mondo". Nonostante inizialmente Schelling si ispirò a Fichte, egli non condivide la sua visione di natura. Fichte infatti vedeva la natura come dipendente dall'io e considerava il loro incontro come "urto". Al contrario Schelling considera natura e coscienza completamente omogenee. Schelling ritiene inoltre che natura, spirito e Assoluto coincidono. Schelling individua i  principi fondamentali della Natura , ovvero: 1)  Polarità : ogni grado della natura è formato da una coppia opposta e complementare. 2)  Coesione : ...

FICHTE

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 FICHTE Johann Gottlieb Fichte (1762-1814) è stato un filosofo tedesco, prosecutore della filosofia kantiana e iniziatore del movimento idealista tedesco. Le sue opere più famose sono "Discorsi alla nazione tedesca" e "Dottrina della scienza" . Come detto, Fichte era un grande estimatore di Kant e da lui prese alcuni spunti per elaborare poi le sue teorie. Esiste però una discrepanza tra i due, riguardante la concezione del " noumeno ". Per Kant infatti, l'unica forma di conoscenza accessibile era il " fenomeno " (la realtà appresa tramite i nostri schemi mentali), mentre la conoscenza del noumeno (la cosa in sé) risultava inaccessibile. Fichte criticò l'"io" kantiano, che risultava limitato nel suo agire dal noumeno. Perciò, secondo Fichte, l'"io" era " creatore ", infinito , soggetto che crea ogni cosa e incondizionato da qualsiasi vincolo. Questa concezione del soggetto, da il via ad una nuova corren...